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Tinto Brass, Maestro dell’erotismo: il “cinecologo” tutto genio e eccessi

4 Novembre 2026

Il cinema erotico (e non solo) piange Tinto Brass (nato Giovanni a Milano il 26 Marzo 1933 e scomparso a Roma il 4 Novembre 2026). La sua salute aveva cominciato a vacillare dopo l’ictus che l’aveva colpito nel 2010 ma la sua ,mente non aveva mai smesso di creare, costruire, immaginare. Ha lavorato con Roberto Rossellini, Luigi Comencini e Mauro Blognini prima di trovare la sua strada nella cinematografia dell’erotismo d’autore che gli valse l’appellativo di “cinecologo”. All’immagine di raffinato intellettuale, laureato in legge, collaboratore della Cinématheque Française diretta da Henri Langlois in piena Nouvelle Vague, assistente di Joris Ivens, ha preferito opporre, costruire, e nutrire di continue sfide, quella di alfiere del sesso libero e gioioso, cultore del corpo femminile, studioso di amplessi senza domani, legati solo alla logica del piacere. L’estrema coerenza con il suo personaggio, sigaro in bocca, tono ilare, battuta dissacrante sempre a portata di mano, gli ha fatto perdere, forse, una fetta di pubblico conformista, pronta a fermarsi alle apparenze, regalandogli, in compenso, un grande successo popolare, film notissimi, visti ovunque, in sala e poi in home video, amati, applauditi, citati. Tra le sue muse spiccano i nomi di Stefania Sandrelli, Claudia Koll e Serena Grandi e tra i suoi film più celebri ricordiamo “Salon Kitty” (1976), “Caligola” (1979), “La chiave” (1983), “Così fan tutte” (1992).